Ferrarelle per l’ambiente: nuova vita alle bottiglie


Vade retro plastica? Nell’epoca dei social e delle estremizzazioni anche l’emergenza ambientale e la salvezza del pianeta si affidano ad #hashtag (per esempio #plasticfree) e alle facili demonizzazioni. Ma anche ammesso e non concesso che il futuro sia un mondo senza polimeri, bisogna intanto gestire il presente, in cui di plastica ce n’è ancora tantissima.
Per Ferrarelle la plastica non è un rifiuto ma una risorsa, come hanno voluto sintetizzare nel motto: “salvare la plastica per salvare la natura”. Non solo belle parole, perché l’azienda ha realizzato a Presenzano, in provincia di Caserta, il suo nuovo impianto di produzione di preforme in pet (Polietilene Tereftalato) riciclato proveniente dalla raccolta differenziata, con l’obiettivo di dare vita al r-pet (pet riciclato), ovvero a una plastica sottratta alle discariche per creare giorno dopo giorno nuove bottiglie: quelle che escono dallo stabilimento sono composte all 50% di plastica riciclata. L’impianto sarà in grado di produrre un milione di bottiglie riciclate in r-pet l’anno, risparmiando all’ambiente l’impatto di 23 milioni di chili di plastica.
Con lo stabilimento di Presenzano Ferrarelle diventa la prima azienda di acqua minerale con una propria struttura produttiva dedicata al riciclo. «Il pet è l’unico materiale che può venire a contatto con gli alimenti a seguito del riciclo» spiega Giuseppe Dada – direttore qualità del gruppo Ferrarelle, «non è biodegradabile ed è teoricamente riciclabile all’infinito».

Come sottolinea il direttore generale Alessandro Frondella, «Un altro punto di forza dello stabilimento è il design delle bottiglie Ferrarelle che ha come obiettivo la ricerca di una propria identità nonostante i vincoli tecnici e logistici, perché la forma deve anche facilitare immagazzinamento e trasporto». Come tutti i contenitori di acqua gassata, anche quella della Ferrarelle ha preferito un fondo così detto a petalo, forma che garantisce robustezza al contenitore e maggior durata all’effervescenza dell’acqua. L’ogiva slanciata, caratteristica propria di Ferrarelle, dona una forma elegante e longilinea alla bottiglia, che presenta sulla parte alta il logo in rilievo inciso direttamente sulla plastica. Importante è anche la scelta del colore, legata al tema ambientale e a quello del prodotto. Con lo stesso procedimento della raccolta differenziata anche la fase di riciclo è suddivisa per categorie, in questo caso per tre colori differenti: i trasparenti, che i tecnici chiamano clear, gli azzurri e i verdi, chiamati mix color. L’ulteriore differenziazione della raccolta in base al colore serve a rendere più facile il riciclo. Tra l’altro la consuetudine ha creato una sorta di codice dei colori: le naturali usano più spesso l’azzurro, le gassate il blu o al clear, mentre le effervescenti naturali come Ferrarelle si distinguono con bottiglie di colore verde. Come quella della Ferrarelle, che adesso è anche più green.



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